Trapani sogna un nuovo boom turistico. Ryanair la collegherà con Fiumicino

Investire nel turismo in Sicilia in un periodo di forte crescita del settore per l’isola. Il Gruppo Bulgarella sta per aprire due nuove strutture nel trapanese per l’estate 2017 e ha in programma nuove iniziative anche per i prossimi anni.

“È un periodo florido per la Sicilia – spiega Ray Lo Faso, direttore generale del ramo alberghiero del Gruppo Bulgarella – che vede un forte incremento dei flussi turistici stranieri, soprattutto per i noti problemi che sta vivendo il turismo Nordafricano. La parte da leone continua a farla Taormina ma negli ultimi anni i siti emergenti sono quelli del Val di Noto e della provincia di Siracusa. Trapani, dal canto suo, sta vivendo una fase di rinascimento turistico: la città attraversa un periodo di nuovo splendore, le attività collaterali, soprattutto quelle legate alla ristorazione, stanno trainando il turismo e la vicinanza con le isole garantisce da sempre un costante flusso turistico”.

Permangono i soliti problemi di collegamento con le principali città europee. “I vettori sono sempre stati il punto di fragilità per lo sviluppo del turismo straniero in Sicilia. I numerosi collegamenti internazionali con l’aeroporto di Birgi, anche grazie al cambio di scalo del volo Ryanair su Roma (oggi è l’aeroporto internazionale di Fiumicino e non più Ciampino) stanno incrementando l’afflusso. Nonostante tutto ancora oggi i voli non bastano e facciamo molta fatica a destagionalizzare, un fattore che sarebbe determinante per l’incremento del fatturato in una regione dove le condizioni atmosferiche permetterebbero di avere un flusso turistico costante. Per riuscirci dovremmo incrementare i voli con i Paesi Nordeuropei, dove la richiesta è cresciuta moltissimo negli ultimi anni”.

Al maggior flusso turistico però sembra non corrispondere un’adeguata attenzione da parte delle istituzioni. “Le tasse di soggiorno non sempre sono proporzionate a una miglioria dei servizi turistici”, racconta Lo Faso. “In Sicilia è ancora difficile l’integrazione tra servizi pubblici e i privati. A volte è difficile capire gli orari di apertura di alcuni siti archeologici ed è quasi impossibile trovare accordi per valorizzare i nostri patrimoni artistici all’interno delle strutture alberghiere, ad esempio, con una prevendita dei biglietti per i musei”.

“La speranza – conclude Lo Faso – è che le istituzioni possano utilizzare i fondi derivanti dalle tasse di soggiorno per la valorizzazione dei territori e per la loro corretta manutenzione. Sarebbe un bel segnale nei confronti degli imprenditori turistici che, non dimentichiamolo, generano occupazione”.

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