Canile, dopo la querela ancora polemiche. La Porta: “Offensive le dichiarazioni del Comune di Palermo”

Non sono ore semplici per il canile municipale di via Tiro a Segno, con l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) che ha querelato il Comune e le comunità degli animalisti in rivolta. Da una parte le polemiche per il destino incerto dei cani, con l’associazione che si dovrebbe occupare del trasporto degli animali che desta molti sospetti tra gli animalisti a causa di alcune segnalazioni per maltrattamento, dall’altra gli atti vandalici ai danni dei mezzi del Comune predisposti per lo spostamento dei cani. Polemiche che si spostano anche nell’ambito politico, con la Regione che blocca il trasferimento dei randagi e il sindaco Orlando che chiede al prefetto di convocare un tavolo tecnico con Regione e Comune. Intanto la nota conduttrice Licia Colò attacca il Comune con un video sulla sua pagina Facebook. E i lavori, per i quali il Comune ha stanziato due milioni di euro, restano al palo.

“La nostra priorità è la salute dei cani”, spiega Elena La Porta, una vita dedicata alla difesa degli animali, simbolo palermitano della lotta all’abbandono,  presidente della Lega nazionale per la difesa del cane di Palermo, associazione che gestisce il Rifugio del cane abbandonato della Favorita. È stata consulente della giunta Orlando per il canile sino a poco tempo fa, un’unione che non ha avuto un lieto fine.

Lo scorso dicembre la rottura. “Nel tentativo di svuotare rapidamente il canile comunale dai randagi in vista dei lavori di ristrutturazione che devono essere fatti nella struttura – spiega Elena La Porta –  è stata approvata una delibera di giunta per corrispondere un contributo di 480 euro a chiunque voglia adottare un cane del canile. Una scelta irresponsabile, che attira non chi ama gli animali ma solo chi vede un’opportunità di guadagno. Una decisione, tra l’altro,  presa senza consultarmi. Che senso ha avere un consulente per il canile se non viene consultato prima di approvare una delibera così importante? Mi sono dimessa subito dopo considerando interrotto il rapporto di fiducia tra le parti”.

Anche sul trasferimento dei cani ci sono state polemiche fin dal principio. “Sappiamo che tra le soluzioni possibili per il trasferimento dei circa 100 cani c’è anche la possibilità che vengano spostati nel canile dell’ex mattatoio, che ospita già circa 200 randagi e dove sarebbero divise in due le gabbie per avere posto per i nuovi ospiti. Una decisione che non solo ridurrebbe lo spazio a ogni cane ma che renderebbe la seconda parte delle gabbie non raggiungibili dalla luce solare, con i poveri randagi che vivrebbero quindi al buio”.

Ora l’esplosione della protesta davanti al canile. “Gli atti vandalici non sono dipesi dalle volontà degli animalisti: sappiamo benissimo quanto sono importanti questi mezzi per il pronto soccorso dei cani e sarebbe stato un autogol clamoroso da parte nostra danneggiarli. Purtroppo basta un vandalo di turno per rovinare una protesta pacifica”. Ma Elena La Porta rincara la dose verso il Comune: “Siamo indignati dalle dichiarazioni del Comune che vorrebbero insinuare un nostro interesse economico sul canile municipale. Noi abbiamo sempre fatto tutto alla luce del sole. Se qualche volontario è stato pagato per espletare alcuni lavori per i quali il Comune non aveva personale, il tutto è stato fatto con regolare contratto. Non bisogna inventare scandali per screditare il nostro operato”.

 

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