Camera, deputati M5s sospesi per 15 giorni. Di Maio: “Il loro obiettivo è prendersi la pensione”

Quindici giorni di sospensione per 19 deputati del Movimento 5 Stelle per la tentata irruzione mentre era in corso l’ufficio di presidenza della Camera dello scorso 22 marzo. Lo ha stabilito lo stesso ufficio, che si è riunito oggi proprio per stabilire le sanzioni. In totale sono 42 i deputati sanzionati. Ai 19 deputati  vanno aggiunti quelli che hanno protesto in Aula restando nei loro banchi, sospesi per 10 giorni; quelli che hanno protestato sotto i banchi della presidenza, per 12 giorni, e chi ha protestato davanti alla porta dell’ufficio di presidenza,  per 5 giorni. La protesta era scoppiata dopo che era stata bocciata la loro proposta sulle pensioni dei parlamentari in ufficio di presidenza.

I giorni di sospensione saranno scaglionati in tre fasce per evitare un’assenza di massa del Movimento 5 Stelle in Aula: la prima a partire dal 6 aprile, la seconda dal 17 maggio e l’ultima il 22 giugno. In ogni caso le sospensioni non riguarderanno i giorni in cui sarà votato il biotestamento, così come chiesto dai pentastellati.

L’episodio del tentativo di irruzione è stato giudicato dall’ufficio di presidenza della Camera “un fatto senza precedenti e di una gravità assoluta, un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni, reso ancor più grave dalle modalità aggressive”.

Oggi, intanto, gli esponenti del M5S sono usciti dal Palazzo e si sono messi in fila mostrando ognuno un cartello con il volto dei deputati che hanno bocciato la proposta per equiparare le pensioni dei deputati a quella dei normali cittadini, estendendo la legge Fornero anche ai parlamentari. Su ogni cartello, oltre a nome, foto e partito dei deputati, lo slogan #sifreganolapensione. “Non ci mandano a votare perché il loro obiettivo è prendersi la pensione”, attacca Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e deputato M5S. “Noi non ci arrendiamo. Avranno vinto una battaglia ma ancora non la guerra”.

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