La mafietta secondo loro

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo, giornalista, scrittore, direttore Teatro Biondo Stabile di Palermo

“L’esercizio del potere fine a se stesso. Il burocrate che tiene la pratica ferma dentro il cassetto e non per trarne un vantaggio – quella sarebbe corruzione e quindi non più mafietta – ma semplicemente per un’affermazione, direi andreottiana, di potere. L’esibizione della supremazia del ruolo che si esercita nei confronti di un soggetto che, nella circostanza, è in posizione d’inferiorità”.


Ficarra & Picone, artisti

Quella cosa che dà tanto fastidio a Picone, ma che faccio sempre io, di proposito. Fermarmi al semaforo un metro e mezzo più avanti. Così non vedo quando scatta il verde e quelli dietro cominciano a suonare. Picone ogni volta si incazza, ma io glielo faccio apposta, adducendo scuse come: “Non me ne sono accorto”, oppure “mi è scivolato il piede sull’acceleratore”.


Totò Schillaci

Totò Schillaci, atleta

“Se penso ai soprusi che subiamo quotidianamente la prima cosa che mi viene in mente è chi non rispetta il proprio turno quando si è in fila. L’atteggiamento è quello di fare i “furbi” sorpassando gli altri. Si è persa la gentilezza, il rispetto. Spesso capita che ci sono persone portatori di handicap che non vengono fatti passare avanti, a volte non si cede loro neanche il posto a sedere”.

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