Ghigliottina Regione

La politica dei tagli colpisce in ogni direzione, dall’Irfis alle isole minori. Colpo di scure anche per il trasporto pubblico e per il diritto allo studio.

Non solo ex Pip. Tra i capitoli di bilancio che il governo intende tagliare nel prossimo triennio, è una vera e propria ecatombe per tantissimi settori della pubblica amministrazione. Dal capitolo destinato ai contributi per l’attività di ricerca e microelettronica, che potrà contare su 150mila euro in meno quest’anno e 262 mila euro in meno nel 2019, al capitolo destinato all’incremento del patrimonio Irfis: 1,5 milioni in meno nel 2018, 5 milioni in meno nel 2019, sei milioni in meno nel 2020. Tagli anche sugli oneri di garanzia a Sicilacque: quasi due milioni in meno quest’anno e un taglio di oltre tre milioni previsto per il 2019. Fortemente ridimensionati anche i contributi per le nuove assunzioni rivolti alle imprese che si occupano di microelettronica: 600mila euro in meno quest’anno, via un milione nel 2019.

È una Finanziaria che si preannuncia di lacrime e sangue, quella messa nero su bianco nelle tabelle B e C al maxiemendamento presentato dal governo guidato da Nello Musumeci. Calano anche i contributi alle Isole Minori per il trasporto rifiuti: 900mila euro in meno quest’anno e 1,5 milioni nel 2019.

Tracollo per i contributi erogati dalla Regione e destinati al servizio di trasporto pubblico locale: meno 23,5 milioni quest’anno e una previsione di tagli futuri da capogiro, oltre 41 milioni di euro in meno rispettivamente per il 2019 e il 2020.

Ai quali si aggiungono i tagli al capitolo sul pagamento dell’Iva per il trasporto regionale: meno 1,6 milioni nel 2018 e quasi tre milioni l’anno in meno nei successivi due anni. Anche il fondo per il personale Eas in liquidazione subisce una sforbiciata di un milione nel 2018 e 1,7 milioni ciascuno nei due anni seguenti. E ancora, i fondi per il demanio idrico vengono ridotti di 2,2 milioni, mentre il personale Ersu potrà contare su 375mila euro in meno nel 2018 e 700mila euro in meno nel 2019 e nel 2020.

Un bilancio che il primo inquilino di Palazzo d’Orleans, Nello Musumeci, non ha esitato a definire “ingessato e impossibile”. Musumeci promette che cercherà di fare il possibile per trovare una soluzione quanto più condivisa ai tagli. Ma avverte anche: “si sappia che la spesa pubblica non può più essere il pozzo senza fondo, ormai siamo arrivati al collasso”.